ERACLITO;PARMENIDE;ZENONE

ERACLITO DI EFESO:


il divenire e l’unità degli opposti


-Eraclito (VI-V secolo a.C.) sostiene che tutto scorre (“pánta rheî”) cioè che la realtà è in continua trasformazione. 

Nulla resta immutabile, tutto nasce, cambia e muore.


-Secondo lui, il principio (arché) del mondo è il fuoco—> simbolo del cambiamento e dell’energia vitale.


-L’universo è un cosmo in equilibrio, in cui gli opposti (giorno/notte, vita/morte, bene/male) si contrastano ma anche si completano.

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Questa tensione continua è la legge del mondo, chiamata logos, ossia la ragione universale che regola ogni cosa.


—>L’uomo saggio è colui che riconosce il logos, accetta il mutamento e vive in armonia con esso.

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 Per Eraclito, dunque, la realtà è un continuo divenire governato da una legge razionale (il logos).



PARMENIDE DI ELEA:


l’essere unico e immutabile


-Parmenide (V secolo a.C.) è l’opposto di Eraclito.

—>Nel suo poema Sulla natura afferma che l’essere è, e il non essere non è.


Da ciò deduce che:


*L’essere è unico, eterno, immutabile e perfetto.

*Il mutamento, la molteplicità e il divenire sono illusioni dei sensi.


Solo la ragione (lógos) può conoscere la verità; i sensi ci ingannano.

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Quindi, per Parmenide, il mondo che vediamo cambiare è solo apparenza, mentre la vera realtà è immobile e una.





ZENONE DI ELEA:


i paradossi del movimento


-Zenone, discepolo di Parmenide, difende le idee del maestro con argomenti logici.

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Vuole mostrare che chi crede nel movimento o nella molteplicità cade in contraddizione.


Celebri i suoi paradossi, come:


*Achille e la tartaruga: Achille non raggiunge mai la tartaruga perché deve percorrere infiniti punti.

*La freccia: una freccia in volo, in ogni istante, è ferma; dunque il movimento è impossibile.


—> Con questi esempi Zenone voleva dimostrare che il mutamento e il molteplice non possono esistere realmente, ma solo l’essere unico di Parmenide.




 

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