I PITAGORICI

 I PITAGORICI E LA CONCEZIONE MATEMATICA DELLA NATURA:


PITAGORA E LA FONDAZIONE DELLA SCUOLA DI CROTONE:


-Nel 546 a.C. la Ionia fu conquistata dai Persiani, e qualche decennio dopo, nel 499 a.C., le città ioniche ,guidate dal tiranno di Mileto , si ribellarono al dominio straniero.

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La rivolta fu duramente repressa: Mileto venne distrutta, e molti dei suoi abitanti furono uccisi o ridotti in schiavitù.


—>Dopo questi eventi, il centro della vita culturale greca si spostò verso l’Occidente, nelle colonie della Magna Grecia e della Sicilia, dove fiorirono nuove scuole e correnti di pensiero.

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Fu in questo contesto che Pitagora di Samo, in fuga dalla tirannide instaurata nella sua isola, trovò rifugio nella ricca città di Crotone, nel sud Italia.




 La scuola di Crotone: una comunità filosofico-religiosa


-A Crotone, Pitagora fondò la celebre Fratellanza Pitagorica, una scuola filosofica, politica e religiosa insieme, molto diversa dalla scuola scientifica dei Milesi.

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La sua atmosfera era quasi sacrale: Pitagora era venerato come una figura divina e avvolto da un aura di mistero e carisma.


—>La comunità pitagorica univa studio, vita ascetica e ricerca morale.

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In essa, filosofia, religione, matematica e politica erano aspetti di un’unica via di perfezionamento dell’anima.


Regole e organizzazione della Fratellanza Pitagorica


La scuola pitagorica aveva anche caratteristiche proprie di una setta religiosa:


*era fondata sulla comunione dei beni

*si viveva secondo rigide regole ascetiche e disciplina morale

*l’insegnamento era segreto e gerarchico, riservato solo agli iniziati.


I discepoli erano divisi in due categorie:


1.Acusmatici (dal greco akúo, “ascolto”): erano gli “ascoltatori”, tenuti al silenzio e a una disciplina rigorosa. 

Dovevano apprendere le dottrine senza porre domande.


2.Matematici: erano gli iniziati di grado superiore, che potevano intervenire, discutere e formulare opinioni personali.

 A loro Pitagora rivelava le dottrine più profonde e complesse.



-la comunità pitagorica presentava anche elementi di grande modernità per l’epoca:


*accoglieva donne al pari degli uomini

*promuoveva educazione, disciplina interiore e ricerca del sapere come vie di purificazione spirituale.


 Le due dottrine fondamentali del pitagorismo


Il pensiero pitagorico si fonda su due grandi dottrine, strettamente collegate tra loro:


1.La dottrina dell’anima —>che riguarda la sua natura immortale e la possibilità di purificazione attraverso la conoscenza e la vita morale.


2.La dottrina del numero —> secondo la quale tutte le cose sono numero, e l’universo è governato da armonie e proporzioni matematiche.


-La scuola di Pitagora rappresenta una svolta nella filosofia antica:


*unisce razionalità e religiosità, scienza e misticismo

*introduce una visione etica della conoscenza, dove il sapere serve a migliorare l’anima

*segna il passaggio da una filosofia puramente naturalistica (come quella di Mileto) a una riflessione sull’uomo, sull’anima e sull’ordine dell’universo.


IL DESTINO DELL’ANIMA E LA RICERCA DELLA PURIFICAZIONE:


-A differenza dei filosofi di Mileto, interessati soprattutto ai fenomeni naturali e alla ricerca del principio materiale dell’universo, Pitagora rivolse la sua attenzione all’uomo e, in particolare, al destino dell’anima.

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Egli concepì l’anima come un principio divino e immortale, imprigionato nel corpo umano a causa di una colpa originaria.


—>Questa visione deriva in gran parte dall’orfismo, un movimento religioso sorto in Grecia nel VI secolo a.C., ispirato al mitico poeta Orfeo, colui che,secondo la leggenda,scese negli Inferi per riportare in vita la moglie Euridice.


 L’influenza dell’Orfismo


-Gli orfici credevano che, dopo la morte, l’anima non si liberasse immediatamente, ma fosse condannata a reincarnarsi (metempsicosi) in corpi diversi,anche animali, fino a espiare le proprie colpe.

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Solo chi viveva in modo puro e seguiva riti di purificazione poteva interrompere il ciclo delle rinascite e tornare tra gli dèi.


—>Questa concezione influenzò profondamente Pitagora, che fece della purificazione dell’anima il centro del proprio insegnamento.


-Secondo Pitagora, la liberazione dell’anima dal ciclo delle rinascite si ottiene attraverso una disciplina interiore fondata su due strumenti principali:


1.La vita ascetica —>basata su regole morali e pratiche di autocontrollo

2.La filosofia —> intesa non solo come conoscenza teorica, ma come via di salvezza.

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Attraverso la ricerca razionale e la contemplazione dell’ordine cosmico, l’uomo saggio può purificarsi, elevare la propria anima e armonizzarsi con l’universo.



LA DOTTRINA DEL NUMERO:


-Accanto alla riflessione sull’anima e sulla sua purificazione, il secondo grande nucleo del pensiero di Pitagora e della scuola pitagorica è la dottrina del numero.

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Per i pitagorici, l’ordine interiore dell’uomo e l’ordine dell’universo sono due manifestazioni della stessa armonia numerica.


-Osservando la natura, i pitagorici riconobbero ovunque ordine, regolarità e simmetria:


*nel movimento armonico degli astri nel cielo;

*nella successione delle stagioni, dei mesi e dei giorni;

*nella bellezza delle forme e delle melodie musicali;

*nella struttura delle arti e della geometria.


—>Da queste osservazioni derivò una convinzione rivoluzionaria:


“Il principio di tutte le cose non è una materia fisica, ma il numero.”


Numero, armonia e conoscenza


-Il numero è per i pitagorici ciò che dà struttura e ordine all’universo, rendendo possibile la conoscenza.

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È grazie al numero che l’uomo può cogliere l’armonia nascosta dietro le apparenze e comprendere il funzionamento del mondo in modo razionale e oggettivo.


—>L’universo è dunque un cosmo ordinato, governato da leggi matematiche, dove ogni elemento si rapporta agli altri in un equilibrio di proporzioni.

Perfino la musica — considerata dai pitagorici una forma di rivelazione divina — obbedisce a rapporti numerici precisi, che determinano l’armonia dei suoni.


IL NUMERO COME ARCHÈ DELL’UNIVERSO:




-Per i pitagorici, il numero non è soltanto uno strumento di conoscenza, ma è il principio generatore (arché) di tutte le cose.

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Essi furono i primi a sostenere che l’essenza del reale è numerica, cioè che i numeri non sono semplici simboli astratti, ma elementi costitutivi concreti della realtà stessa.


 Numero, aritmetica e geometria


-Per i Greci il numero non era un concetto astratto come per noi, ma possedeva caratteristiche fisiche e spaziali.

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Un numero era anche una figura geometrica, e una figura geometrica corrispondeva a un numero.


-Il matematico Filolao, uno dei principali discepoli di Pitagora, spiegò questa visione con un modello che mostra come dall’unità si generino progressivamente le forme spaziali                                

NUMERO

FIGURA GEOMETRICA

SIGNIFICATO

1

Punto

 Origine, principio di tutte le cose

2

Linea

 Relazione, connessione tra due punti

3

Superficie

 Espansione, dimensione visibile

4

Solido

 Corpo fisico, realtà concreta

-Da qui nasce l’idea che tutti i corpi materiali derivano dal numero, poiché le strutture fisiche possono essere descritte attraverso rapporti geometrici e proporzioni numeriche.



 La dualità del pari e del dispari


-I pitagorici notarono che tutti i numeri si dividono in pari e dispari, e da questa osservazione elaborarono una visione dualistica dell’universo, basata su coppie di contrari:

DISPARI

PARI

 Limitato

 Illimitato

 Bene 

 Male 

 Ordine 

  Caos

 Forma 

 Materia


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