L’immortalità dell’anima

 L’immortalità dell’anima



Nel dialogo Fedone, Platone affronta il tema dell’immortalità dell’anima attraverso le parole di Socrate.


La sua spiegazione parte dalla distinzione tra due diversi livelli della realtà:


  • il mondo visibile, formato dalle cose materiali che cambiano continuamente e sono destinate a deteriorarsi;
  • il mondo invisibile, cioè quello delle Idee, che è eterno e immutabile.



Il corpo appartiene al mondo visibile: è materiale, soggetto al tempo e destinato a morire. L’anima invece è più simile alle realtà invisibili, perché non è percepibile con i sensi ed è capace di conoscere le idee.


Proprio per questa affinità con ciò che è eterno, l’anima non si distrugge con la morte del corpo e può quindi essere considerata immortale.


Per questo Socrate afferma che il vero filosofo non deve temere la morte. La filosofia infatti consiste nel distaccarsi dai desideri materiali e concentrarsi sulla vita dell’anima e sulla ricerca della verità. Dopo la morte, l’anima di chi ha vissuto in modo giusto avrà una condizione migliore, mentre chi ha vissuto male dovrà affrontare conseguenze negative.

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